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“Non riesco a capire cosa c’è scritto, sembrano tutte uguali le lettere…”

“Ma perché i miei amici ci mettono così poco a fare i compiti di matematica e io ci metto un sacco?”

Questa è la storia di Agata (nome di fantasia), di 10 anni.

Agata viene descritta dai genitori come una bambina molto volenterosa e desiderosa di fare ma, negli ultimi periodi, lamenta spesso mal di pancia prima di andare a scuola, soprattutto quando ha matematica o italiano.

I genitori infatti riferiscono che i calcoli sono l’incubo di Agata, così come le tabelline che non riesce proprio a memorizzare. Inoltre, non le piace leggere e per svolgere le prove di comprensione impiega tantissimo tempo. E’ appassionata invece di storia, arte e scienze che, grazie alle mappe fornite dall’insegnante per lo studio, riesce ad apprendere in modo brillante.

Il giorno in cui Agata torna a casa triste per aver preso un’insufficienza nel compito di grammatica per il quale aveva studiato tantissimo i giorni prima, i genitori decidono di intraprendere un percorso di valutazione neuropsicologica per capire come mai la bambina studiasse tanto ma poi, nel momento delle verifiche, avesse una sorta di blackout.

Questa valutazione fece emergere il motivo: Agata era dislessica e discalculica. La presenza di questi due Disturbi Specifici dell’Apprendimento le determina un grande impiego di energia per memorizzare formule, procedure, o regole di grammatica per poi, il giorno dopo, spesso non ricordarle. Da quale momento Agata, supportata dagli insegnanti e dalla famiglia, inizia ad utilizzare alcuni strumenti compensativi come mappe, formulari e schemi così che tabelline, formule matematiche o regole grammaticali, non sono stati più un problema per lei!

Tuttavia, nel primo periodo, nonostante Agata avesse accettato gli strumenti a propria disposizione, spesso esprimeva l’idea di non essere intelligente come i coetanei a causa del suo DSA. Il supporto della famiglia e della scuola ha avuto un ruolo cruciale in questo periodo perché, ha permesso alla bambina di comprendere che avere un DSA non ha nulla a che vedere con l’intelligenza la quale, anzi, è perfettamente in norma se non addirittura sopra la media in alcuni casi. Così a poco a poco tutto è nettamente migliorato, non solo il rendimento scolastico di Agata ma anche la sua autostima e il suo senso di efficacia.  È fondamentale far comprendere ai ragazzi con DSA che tale condizione neurobiologica si caratterizza semplicemente in un modo diverso, e spesso più creativo, di apprendere!

CF/PI: 02657270415

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